Categoria: Laboratorio

DIY da 5 minuti: gli Orecchini Bouquet!

Ciao Team Fabrique,
come state?

Pensavamo che non l’avremmo mai detto, ma il picco di caldo di oggi rende impossibile anche tenere in mano un ago.

Ma la voglia di DIY non si spegne mai: ecco un progetto semplicissimo e, per una volta, sewing free!

Sabato mattina il mio rituale è: colazione al bar+mercato e non riesco mai a resistere all’acquisto compulsivo di mazzi di fiori.

Per creare i tuoi “Orecchini Bouquet” avrai bisogno di:

orecchini a cerchio
fiori secchi (noi li abbiamo trovati al mercato del sabato mattina)
scotch carta
vinavil
filo di cotone

 

I passaggi sono semplicissimi: taglia un mazzetto di fiori lasciando gli steli un po’ lunghi e attorcigliali attorno agli orecchini. 

 

Fissa con lo scotch carta e copri con un filo di cotone (noi abbiamo creato un gomitolo multicolor a tutto lurex, ma le nostre capacità fotografiche non rendono giustizia). 

 

Lascia asciugare per una notte e indossa con fierezza! 

 

Che ne dite?

Noi li troviamo adorabili e ci piace abbinarli con tutto, anche con la maglietta celebrativa dei nostri 4 anni! 

 

Mega baci 

 

Fra

 

 

 

DIY da 5 minuti: la Pride Crown

Ciao Team Fabrique,
Il nostro omaggio al Brescia Pride  di domani è una corona di fiori di stoffa da portare a testa alta, per celebrare tutti gli amori del mondo. 

 

Per cucirla e prepararti a sfilare avrai bisogno di:

  • 5 minuti
  • 1 striscia di Jersey o qualsiasi tessuto elasticizzato 15×80 cm
  • ritagli di tessuto
  • ago, filo e paillettes

 

1) Scegli i ritagli di tessuto più colorati che hai, e taglia tanti cerchi di 12 cm di diametro

2) Pizzicali al centro e appuntali alla fascia di Jersey con uno spillo. 

3) Fermali a macchina con un paio di punti! 

 

4) Metti in ordine il trambusto che presumibilmente hai creato, e indossala felice! 

 

Con amore infinito 

Elena e Francesca 

Workshop: il calendario di febbraio e marzo

Lo sappiamo, questa volta ci siamo fatte desiderare: ma tra la confezione della collezione P/E 2018 e quella dello shop on-line non abbiamo avuto davvero un momento libero.

Finalmente ecco la programmazione dei corsi e delle attività gratuite di febbraio e marzo che abbiamo pensato per tutte le sartine Fabrique.

Sabato 10 febbraio, dalle 11,00 a 12,30 impariamo a ricamare!

Il laboratorio è gratuito, materiale compreso e basterà portare solo un pizzico di pazienza. Il corso è chiuso ad un massimo di 8 partecipanti, e non è richiesta nessuna abilità di partenza: per avere un posticino nel salottino di ricamo Fabrique, dovrete solo scriverci.

Le tasche non saranno mai più un segreto!

Sabato 17 febbraio da 15,30 impariamo a realizzare l’abito svasato con la tasca a sacchetto.

Un modello pratico,  dalla linea scivolata e dal sapore retrò, perfetto per tutte le stagioni. Il  tessuto da acquistare per realizzare questo modello sarà 1,5 mt di cotone  elasticizzato o di Jersey punto Milano (la lunghezza dell’abito è sopra al ginocchio, ma se avete richieste particolari scriveteci).

—> costo e regolamento a pié pagina

 

Vi va di fare un tuffo negli anni Cinquanta? Sabato 24 febbraio facciamo la gonna a ruota!

Il laboratorio inizierà a 15,30, per partecipare dovrete acquistare 2 mt di cotone fermo e un elastico alto 3,5 cm. La gonna a ruota è il capo perfetto per fare le giravolte e ballare fino a tardi: esagerate e sbizzarritevi con le fantasie, pois, righe, fiori o quadretti Vichy, che tutto vi sia concesso!

—> costo e regolamento a pié pagina

Ed ecco un classico che ci avete chiesto tantissimo: la salopette romantica.

Sabato 3 febbraio la cuciamo insieme a partire da 15,30. Questo capo ci piace in ogni stagione: basta scegliere il tessuto giusto.

Per l’inverno vi consigliamo una lana, un fustagno o un velluto a coste, per l’estate invece meglio preferire un cotone, una fantasia floreale o una classica tinta unita: in ognuno dei casi consigliamo l’inossidabile abbinamento con lo zoccolo danese: forse non piacerà ai vostri fidanzati ma noi lo troviamo irresistibile.

Per participare vi chiediamo solo una minima dimestichezza con la macchina da cucire e tanta creatività.

materiali che dovrete portare sono: 50 cm di elastico per 2,5 cm di altezza e 2 mt di tessuto fermo (non elasticizzato), a vostra scelta tra un cotone, un jeans, un velluto, un fustagno o una lana, 2 bottoni del diametro di 2,5 cm circa; la lunghezza della gonna è sopra al ginocchio.   

—> costo e regolamento a pié pagina

Facciamo una piccola pausa, giusto il tempo di presentare la Nuova Collezione (sabato 10 marzo, non perdetevela!) e ci ritroviamo poco dopo!

Sabato 17 marzo facciamo una corona di fiori.

Sarà bella da far spavento, di quelle potete portare sia matrimonio della vostra migliore amica che a un festival di musica indipendente.

Il laboratorio è gratuito, noi pensiamo ai materiali, voi pensate all’occasione giusta per indossarla.

E sabato 31 marzo?

Per chiudere in bellezza questi due mesi vi facciamo un regalo: un workshop gratuito a sorpresa, iscrivetevi alla nostra newsletter e vi sveleremo tutte le info su questo progetto speciale! Due piccoli indizi?

-si parla di cucito

-nel guardaroba di una vera #sartinafabrique non può proprio mancare

Vi piace la programmazione dei nostri prossimi due mesi?

Vi salutiamo ricordandovi il nostro regolamento.

Per i laboratori gratuiti devi solo confermare la tua partecipazione mandandoci una mail: i materiali sono inclusi e penseremo a tutto noi!

Per iscriverti, invece, ai laboratori di cucito devi versare la quota di partecipazione di 75 € che è comune a tutti i nostri workshop. La quota comprende la lezione di cucito, il cartamodello su misura per te, l’accesso al nostro open lab mensile di cucito creativo gratuito e una sorpresa che non possiamo ancora svelarvi.

La quota non comprende tessuti e merceria.

Per qualsiasi cosa dubbio o curiosità, non esitate a scriverci e, se volete tenervi in allenamento, ricordatevi dei nostri tutorial 

Speriamo di vedervi qui!

A presto

Team Fabrique

Vi ricordate come eravamo?

Oggi per noi è un giorno speciale: Fabrique compie 3 anni! Mettetevi comode, stiamo per sfogliare l’album dei ricordi.

Vi ricordate Tresanda del Territorio? Tresanda del Territorio è stato il primo Fabrique. Per chi non lo sapesse, Tresanda del Territorio è una traversa di via Gramsci, uno di quei vicoli dove è impossibile passare per caso.

Nel nostro primo negozio l’arredamento è un’accozzaglia di mobili di recupero, tutti pitturati di bianco con le nostre mani (forse per farli sembrare meno accozzaglia) e fa sempre freddo. Dopo varie esperienze di condivisione dello spazio, ci ritroviamo sole e la cosa non ci dispiace affatto.

Questa è stata la nostra prima vetrina: eravamo così emozionate che l’ abbiamo fotografata senza nemmeno spostare la scala.

Tresanda del Territorio è divertente perché è un perenne “lavori in corso” e la disposizione dei mobili cambia una decina di volte. A un certo punto riusciamo a guadagnarci un’appenderia dell’Ikea e ci sentiamo proprio un “vero negozio”.

Con una gran paura iniziamo i primi corsi di cucito: che strano sentirsi chiamare “maestra”! Fabrique diventa timidamente quello che avevamo sempre sperato: un intreccio di voci, chiacchiere e passione.

La direzione non è molto chiara, ma questo sta diventando un bel viaggio: nell’estate del 2015 presentiamo la nostra prima collezione in un mare di barchette di carta.

Il tutto sotto lo sguardo vigile e attento della nostra vecchia macchina da cucire, compagna di mille avventure.

Arriva l’estate e i corsi non si fermano mai. Tresanda del Territorio inizia a starci stretta. Un giorno ci accorgiamo di un posticino sfitto in zona Piazza Vittoria. Sono due stanze, neanche troppo grandi ma centrali quanto basta, proprio di fronte alla pescheria Lazzaroni. Con il nostro proverbiale tempismo troviamo l’agenzia immobiliare chiusa per ferie e ci logoriamo con mille congetture su affitto e probabile olezzo di pesce nel vicolo, ma siamo già innamorate e non ci ferma nulla.

Ciao, via Dandolo!  

In poco meno di tre settimane traslochiamo, e, con le macchine industriali issate su un carrello, ci trasciniamo avanti e indietro per via Gramsci, sotto gli sguardi sbigottiti dei passanti.

Il 26 settembre arriva l’inaugurazione e capiamo che gonfiare un centinaio di palloncini è quasi peggio di un trasloco. 

Lo stesso giorno presentiamo la seconda collezione e facciamo amicizia con il vicinato. Avere dei vicini ci sembra una cosa incredibile perché in Tresanda del Territorio eravamo sole.

 

E in via Dandolo prendiamo la nostra prima decisione importante: da Fabrique ci dovranno sempre essere sempre delle caramelle.

I corsi continuano: facciamo corsi il martedì, il mercoledì e il giovedì e, a fine ottobre aggiungiamo anche il sabato mattina. Ogni mese dobbiamo dire di no a qualche aspirante sartina, dispiace a noi e dispiace anche a loro.

In via Dandolo non c’è il magazzino e, mentre cerchiamo di progettare un sistema di scaffalature tanto incredibile quanto irreale, scopriamo che c’è uno negozio sfitto all’inizio di Corso Mameli.

Ora sono dieci mesi che siamo in Corso Mameli e, finalmente, abbiamo trovato pace.

Pensieri sparsi:

  • di solito quando dobbiamo indicare una situazione un po’ arrabattata diciamo “stile Tresanda del Territorio”
  • i signori della Pescheria ci mancano moltissimo
  • qualche giorno fa abbiamo adottato un gatto e lo abbiamo chiamato Martino perché a Brescia, quando si trasloca, si dice “fare S. Martino”
  • le caramelle da Fabrique non finiranno mai.

 

 

 

 

 

 

 

 

I nostri momenti preferiti del 2017

In laboratorio si respira il clima tranquillo degli ultimi giorni dell’anno e, tra tanti amici che passano a salutarci, tiriamo le somme di questo 2017 che ci è piaciuto proprio tanto.

Oggi vogliamo ricordare gli eventi che hanno segnato questi 365 giorni impegnativi ma pieni di soddisfazioni.

Il primo momento speciale è stato il grande trasloco, nel nostro nuovo spazio di Corso Mameli. Sono stati giorni intensi e, con grande soddisfazione, siamo state un po’ sartine e un po’ imbianchine.

Il secondo evento importante è stato Ethics&Aesthetics, il festival della moda sostenibile e del consumo consapevole che abbiamo organizzato grazie al supporto di ITS Machina Lonati, l’ateneo della moda di Brescia. La rassegna è terminata con il Fashion Revolution Contest: i due studenti vincitori, Daniel Alvarenga e Federico Mazzon, hanno realizzato una capsule collection che ha accompagnato la nostra collezione estiva.

 

E una vera cosa bella? La collaborazione con CoseBelle Magazine: ogni mese abbiamo studiato un tutorial di cucito per questa redazione di donne fantastiche e indipendenti.

Poi un giorno ci arriva una mail che ci lascia senza parole: Irina, una giovane studentessa dell’ateneo di Udine ci ha incluso nella sua tesi di ricerca sulla moda sostenibile, e siamo ancora senza parole.

 

A giugno insieme alla nostra amica crazy knitter Laura Baresi abbiamo allestito una giugla di carta  tropicale per la vetrina estiva della blasonatissima gelateria Bedussi: eccoci qui, stremate e soddisfatte davanti al nostro muro di foglie. Non è meraviglioso?

A volte anche le sartine si scatenano! Abbiamo collaborato con una realtà alla quale siamo particolarmente affezionate: Musical Zoo. Con i nostri tessuti, e le creazioni crochet di Laura abbiamo creato le maschere per gli artisti che hanno animato i palchi del festival.

Ci siamo rifatte il look anche on-line con il lancio del nostro nuovo sito! Un progetto di cui siamo molto orgogliose e che non sarebbe stato possibile senza la cura e la pazienza dei nostri angeli custodi IlariaGiulia .

 

 

A settembre una notizia incredibile: abbiamo quasi fatto sport! Le ragazze di TAM , la nuova associazione sportiva della città, ci hanno scelto per cucire i loro zainetti. Adoriamo le storie di passione, e questa è decisamente una delle nostre preferite; se non conoscete Letizia, Jessica e tutta la loro crew di donne determinate e bellissime, dovete assolutamente rimediare!

 

Tra macchine da cucire e cartamodelli il nostro laboratorio ha ospitato il Sofar Sounds e le magiche atmosfere del suo live acustico, in una serata indimenticabile: le vie del cucito sono davvero infinite!

A ottobre abbiamo fatto 450! Cosa significa? Che da gennaio 2015 ad oggi, con i nostri corsi, abbiamo accolto e accompagnato 450 aspiranti sartine nel sogno del primo capo handmade e nel racconto di una moda sostenibile. La nostra community si allarga ogni giorno di più e siamo fiere di tutte voi!

E a dicembre? A dicembre grande festa, finalmente è arrivato Martino. Martino è il gatto Fabrique, vive in negozio ed è la ciliegina sulla torta di questo anno meraviglioso, ora è davvero tutto perfetto.

Grazie di cuore, senza di voi Fabrique non sarebbe la stessa cosa e, dopo questa premessa, non vediamo l’ora di conoscere il 2018!

Buon anno

Elena Francesca

Cinque voli pindarici estivi, che non potete assolutamente rifiutare.

 

Cinque voli pindarici estivi, che non potete assolutamente rifiutare.

In via Dandolo, proprio come a Rio, stiamo facendo le Olimpiadi. Io mi sono personalmente specializzata nel “Salto delle incombenze”,  Elena nel “Conto alla rovescia”, sembriamo piuttosto portate e credo che vinceremo. Nel frattempo ci siamo scordate di pagare Spotify e, ogni cinque minuti, la pubblicità incalzante irrompe nei nostri sogni di gloria, facendoli crollare.

Quando, anche rispondere al telefono è qualcosa di tremendo, è arrivato il momento di andare oltre.

Per questo vi abbiamo preparato cinque voli pindarici che dovete spiccare in vacanza, per ricominciare un settembre meraviglioso.

1) Goonies, cocacoline gommose alla faccia del tuo dentista, e un tostino sul divano.

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2) Sirene, un frappè alla fragola e glitter dappertutto.

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3) La Camera degli Sposi, un the verde ghiacciato, il tramonto e un mazzo di peonie blu.

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4) Cime tempestose, un ghiacciolino, la penna stilografica in mano e un diario segreto.

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5) The Smiths, la macchina da cucire, una valanga di gatti e un tessuto africano.

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 A un certo punto, qualcuno direbbe “What else?”

                                                                                     Buone vacanze, ovunque e comunque.

                                                                                                                  baci

                                                                                                           Elena     Fra

Tutto compreso nel prezzo

Tutto compeso nel prezzo.

Il crollo del Rana Plaza (<– se avete tempo, guardatevi questo) è considerato il più grave cedimento accidentale nella storia umana moderna, oltre che il più grave incidente avvenuto in uno stabilimento tessile.

I Fatti 

Il 24 aprile 2013, un imponente edificio di otto piani, nel distretto di Dacca (Bangladesh), crolla. Di otto piani, ne rimarrà in piedi solo uno, a malapena.

Rana Plaza contiene fabbriche d’abbigliamento, negozi, appartamenti, e addirittura una banca. Il giorno precedente, complici le crepe strutturali, gli esercizi ai piani inferiori vengono chiusi, ma ai piani superiori il divieto viene ignorato, e i lavoratori del tessile procedono nelle normali occupazioni. Nella mattinata del 24 aprile, nelle ore più intense, il Rana Plaza crolla.

Le operazioni di soccorso saranno concluse solo a metà maggio, con il drammatico bilancio di 1129 vittime e 2500 feriti.

FILE - In this Saturday, May 4, 2013 file photo, pairs of brand new denim jeans are strewn over rubble from collapsed Rana Plaza garment factory building in Savar, near Dhaka, Bangladesh. A government investigation blamed the April collapse of the Rana Plaza factory building, which killed 1,129 people, on its poor construction, floors that were illegally added to the building and the use of heavy equipment it was never designed to hold. (AP Photo/Wong Maye-E, File)

 

Mohammed Sohel Rana, il giovane imprenditore proprietario del palazzo con contatti nella Awami League (gli stessi contatti che gli avrebbero permesso la serena costruzione di un edificio totalmente inadeguato),  viene arrestato pochi giorni dopo al confine con l’India, mentre tenta di fuggire.

Il Bangladesh non è un caso: negli ultimi anni il Bangladesh è diventato il secondo esportatore mondiale di abbigliamento (dopo la Cina): con un giro d’affari di circa 20 miliardi di dollari e un altissimo tasso di crescita, questa è l’unica grande industria del paese.

Ma il Bangladesh è anche un paese sovraffollato, soggetto a inondazioni, e con difficili approvvigionamenti di energia: soddisfare tutta questa richiesta significa, in molti casi, ricorrere a rischiose  soluzioni, come costruzioni verticali, rischio di cortocircuiti elettrici, filiere congestionate e un sistema di sicurezza praticamente inesistente.

Le catene “fast fashion” come Gap e H&M esigono processi produttivi folli: gli ordini richiedono di subappaltare a diversi produttori attraverso processi  complessi e poco trasparenti.

Un esempio?

La spagnola Inditex (Zara, Bershka, Pull and Bear tra i suoi marchi) riesce in due settimane a ideare un nuovo capo, produrlo e venderlo in 4.600 negozi nel mondo.

Un altro esempio? Nel novembre 2012, i 122 morti nell’incendio di Ashulia facevano straordinari per rispondere alla sovrapproduzione prenatalizia richiesta nei Paesi occidentali.

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In sostanza il Fast Fashion sarà anche “a buon mercato”, ma non è sicuramente un buon mercato: perchè qualcuno, da qualche parte, ne sta pagando il prezzo.

Cosa possiamo fare? Porci più domande, cercare delle risposte, acquistare meno, e farlo meglio: da “brand sicuri”, con un percorso più trasparente.

Ma anche non acquistare, e provare ad iniziare a creare. In qualsiasi modo.

Essere consapevoli è solo il primo, piccolo passo.

 

Vuoi saperne di più? Vuoi dirci la tua? Non sai proprio da che parte iniziare? O vuoi solo dirci ciao?  Contattaci!